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Dicono di lui

Romano Bousquet, un comasco di Sagnino fa il rappresentante in quel di Novazzano in Svizzera. Per lui la guerra in famiglia fa parte dell'inventario, moglie e figli le prendono per matto. << Devono volermi un gran bene, per sopportare me e le mie carabattole>>.

Ma lui la soddisfazione di far parlare si sè se la toglie quando vuole.
Gli basta citare la bara di sicurezza, studiata non già per non far scappare il morto, ma per avvertire (eventualmente) la famiglia affranta che si trova di fronte ad un caso di catalessi. Il "morto" fa un movimento anche impercettibile, e scatta l'allarme. Per i moribondi più in lira ndr, conviene accertarsi che gli eredi non abbiano staccato il contatto.
O può parlare del paracadute da applicare agli aerei da turismo, che in caso d'avaria viene azionato dal piIota e deposita morbidamente il velivolo sul prato sottostante.
«Beh, proprio morbidamente no, una bottarella la prende come un paracadutista. Ma la pelle è salva. Sono partito dal presupposto, che in media in tutto il mondo cadono 45 aeroplani ogni giorno, un paracadute per aereo era nato con lo scopo di non salvare unicamente il pilota che si lancia con il proprio paracadute ma anche l'aereo. Il problema della realizzazione è finanziario. Infatti, essendo indicato per un aereo piccolo, per il trasporto di 3 o 4 persone bisogna aggiungere ancora la spesa di circa 50'000 franchi. In effetti, ancora una volta si evidenzia l'aspetto che trasformare un'idea in un prodotto economicamente interessante è tutt' altro che facile>>.

O ancora del motorino che potrebbe essere vantaggioso per veicoli leggeri, ad energie alternative o elettriche. O della collana salvagente, dall'aspetto di un monile qualunque ma che si gonfia in caso di bagno forzato, tenendoti a galla fino all'arrivo dei soccorsi.

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L'inventore Romano Bousquet
Un vulcano di brevetti per salute e sicurezza

Apparentemente è una normale borsa da viaggio, maneggevole e di
limitato ingombro. Se la si apre, rivela, però, le sue molteplici funzioni, di giubbotto, sacco a pelo e, naturalmente, di capace contenitore di
oggetti ed effetti personali. Un vero arsenale «bianco». Perché vi si possono trovare una cassetta di pronto soccorso, un Kit alimentare di sopravvivenza sino a dieci giorni, un paio di scarponi o stivali, un coltello multiplo, una microricetrasmittente e generi di conforto e di utilità vari. Incredibilmente, a pieno carico, non pesa nemmeno dieci chili.
Inoltre è agevolmente paracadutabile, anche in gran numero di esemplari in zone raggiungibili solo per via aerea o colpite da calamità naturali. Uno o più persone isolate o bisognose di aiuto, grazie a questo giubbotto-borsa-sacco a pelo, sono messe in condizioni di attendere, senza problemi di sopravvivenza,
l'arrivo delle prime squadre di soccorso. Ma anche i soccorritori, muniti di questo armamentario, vengono a trovarsi nelle condizioni di operare interventi di protezione civile, ai migliori livelli di efficienza e
operatività.


È solo uno dei tanti «brevetti» firmati dal comasco Romano Bousquet, da anni titolare del centro sperimentale «Elettra 2» con sede a Chiasso, che sforna, con ritmo impressionante una serie di risposte alle esigenze più disparate nei molteplici settori del vivere quotidiano.
Per Romano Bousquet quella dell'invenzione è una passione, che riesce ad abbinare alla sua normale attività lavorativa di gerente di una stazione di servizio. Un vero vulcano di idee, che traduce, senza frapporre indugi in prototipi. «Lo scoli Punto pò commerciale è secondario confessa perché ogni brevetto che mi viene firmato dall'ufficio federale svizzero della proprietà intellettuale, è per me già una grande soddisfazione morale. Certo, fa piacere notare come talune mie "scoperte" abbiano già trovato il consenso tra schiere di potenziali utenti».
Ultimamente ha confezionato quello che ha definito, depositandone il nome, «pantalone scaldamuscolo». Dotato di un' intercapedine a temperatura costante, consente non solo all'atleta di affrontare senza problemi i rigori invernali all'aperto, ma di garantirgli un reale beneficio fisico. Non è un caso che questo pantalone scaldamuscolo abbia suscitato interesse anche nell'ambiente sanitario. «Nel campo della medicina sperimentale - dichiara Romano Bousquet — è apprezzato per la riattivazione circolatoria, per quella traumatica e cardiocircolatoria. Il brevetto, infatti, è stato progettato unicamente per la medicina legale sportiva».

L'interesse dell'inventore, pur spaziando su un fronte polivalente obbedisce, per lo più, a sollecitazioni sociali. Nessuna delle sue invenzioni si presenta superflua o finalizzata ad impieghi che, in qualche misura, non tengano presente l'aspetto funzionale alla sicurezza fìsica. Come, ad esempio, il mini computer predisposto per garantire la massima sicurezza nel campo automobilistico. Si presenta come un piccolo cervello elettronico, pronto a segnalare anche la minima anomalia di pressione dei pneumatici anteriori. Una sorta di spia luminosa che emette un forte segnale. «Poiché molti incidenti sono dovuti proprio alle gomme, questo brevetto servirà, per lo meno, a contenere, in alcuni casi, la mortalità».
Il contributo di Romano Bousquet a fornire risposte, apparentemente semplici, ma estremamente utili nel settore dell'infortunistica, lo colloca nello sparuto manipolo degli inventori «sociali». Un'azione, la sua, non dissociata da un interesse specifico per la conoscenza della storia, anche quella cosiddetta «minore», o marginale rispetto ai grandi eventi, perché è quella più avvincente per i silenzi o i misteri, che in alcuni casi, l'avvolgono. Storia della scienza, in sintonia con la sua passione, tradottasi nella realizzazione di una serie di documentar su trentadue «casi» storicoscientifici rimasti, per mezzo secolo, in ombra. Come, ad esempio, la battaglia di Castellare, nell'entroterra ligure, ai tempi di Napoleone, che, invano, cercheremmo sui libri di storia.
Per Romano Bousquet, originario di Loano, è anche un «ritorno» alle origini, alla sua terra ligure, una riscoperta della storia, al di là della tradizione orale sovente adombrata da connotazioni al limite del leggendario. Ma, forse, è il mistero la grande molla per questo approccio critico al passato. Per fare luce, insomma, per scoprire, sul registro di una «sete» di conoscenza. Che è, anche l'alimento fondamentale di ogni inventore.

 

Un atto di inciviltà

Signor Direttore,
ho assistito ad un episodio che merita veramente di essere narrato in pubblico.
L'autista che guidava il bus della linea 36 in dirczione Como, Ponte Chiasso, l'altra mattina doveva essere leggermente nervoso. Ecco ciò che è accaduto: trovando la strada stretta l'autista di innervosisce, si ferma bruscamente e suona per circatrenta secondi, dopo alcuni istanti parte violentemente strisciando una vettura RITMO, targata CO 558929, posteggiata in posizione regolare sulla destra della strada. L'ostacolo maggiore per l'autista non era di certo tale autovettura, bensì era costituito dall'autocarro posteggiato alla sinsitra della RITMO. In riferimento al fatto non esiste alcun motivo plausibile che possa negare i l'azione volontaria. Se questo voluto danneggiamento doveva essere una lezione di inciviltà pienamente riuscito. Ma i ragazzi della scuola che viaggiavano sul bus che esempio di educazione stradale hanno ricevuto?

R.B.


Un paese in declino

Visitando Castello di Benvenuto, Baiardo (Imperia) uno stupendo paese ligure, ci si trova di fronte ad uno scenario triste e desolato. La parte alta del paese offre una splendida vista panoramica, ma i vecchi quanto affascinanti edifici che caratterizzano la parte storica del paese sono pericolanti privi di transenne o cartelli di pericolo. Perciò è realmente rischioso visitare tale zona e passare sotto i tetti di questi palazzi.
Il paese, che dovrebbe essere un vanto ligure, si sta avviando invece verso un declino ambientale, turistico e culturale; le vie sono completamente prive di illuminazione e senza bidoni della spazzatura... poco accogliente per una località turistica quale Bairado.
Alcuni cittadini si sono lamentati chiamando in causa tutti gli uffici competenti.

R.B.