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L'inventore Romano Bousquet
Un vulcano di brevetti per salute e sicurezza
Apparentemente è una normale borsa da viaggio, maneggevole e di
limitato ingombro. Se la si apre, rivela, però, le sue molteplici funzioni, di giubbotto, sacco a pelo e, naturalmente, di capace contenitore di
oggetti ed effetti personali. Un vero arsenale «bianco». Perché vi si possono trovare una cassetta di pronto soccorso, un Kit alimentare di sopravvivenza sino a dieci giorni, un paio di scarponi o stivali, un coltello multiplo, una microricetrasmittente e generi di conforto e di utilità vari. Incredibilmente, a pieno carico, non pesa nemmeno dieci chili.
Inoltre è agevolmente paracadutabile, anche in gran numero di esemplari in zone raggiungibili solo per via aerea o colpite da calamità naturali. Uno o più persone isolate o bisognose di aiuto, grazie a questo giubbotto-borsa-sacco a pelo, sono messe in condizioni di attendere, senza problemi di sopravvivenza,
l'arrivo delle prime squadre di soccorso. Ma anche i soccorritori, muniti di questo armamentario, vengono a trovarsi nelle condizioni di operare interventi di protezione civile, ai migliori livelli di efficienza e
operatività. |
È solo uno dei tanti «brevetti» firmati dal comasco Romano Bousquet, da anni titolare del centro sperimentale «Elettra 2» con sede a Chiasso, che sforna, con ritmo impressionante una serie di risposte alle esigenze più disparate nei molteplici settori del vivere quotidiano.
Per Romano Bousquet quella dell'invenzione è una passione, che riesce ad abbinare alla sua normale attività lavorativa di gerente di una stazione di servizio. Un vero vulcano di idee, che traduce, senza frapporre indugi in prototipi. «Lo scoli Punto pò commerciale è secondario confessa perché ogni brevetto che mi viene firmato dall'ufficio federale svizzero della proprietà intellettuale, è per me già una grande soddisfazione morale. Certo, fa piacere notare come talune mie "scoperte" abbiano già trovato il consenso tra schiere di potenziali utenti».
Ultimamente ha confezionato quello che ha definito, depositandone il nome, «pantalone scaldamuscolo». Dotato di un' intercapedine a temperatura costante, consente non solo all'atleta di affrontare senza problemi i rigori invernali all'aperto, ma di garantirgli un reale beneficio fisico. Non è un caso che questo pantalone scaldamuscolo abbia suscitato interesse anche nell'ambiente sanitario. «Nel campo della medicina sperimentale - dichiara Romano Bousquet — è apprezzato per la riattivazione circolatoria, per quella traumatica e cardiocircolatoria. Il brevetto, infatti, è stato progettato unicamente per la medicina legale sportiva».
L'interesse dell'inventore, pur spaziando su un fronte polivalente obbedisce, per lo più, a sollecitazioni sociali. Nessuna delle sue invenzioni si presenta superflua o finalizzata ad impieghi che, in qualche misura, non tengano presente l'aspetto funzionale alla sicurezza fìsica. Come, ad esempio, il mini computer predisposto per garantire la massima sicurezza nel campo automobilistico. Si presenta come un piccolo cervello elettronico, pronto a segnalare anche la minima anomalia di pressione dei pneumatici anteriori. Una sorta di spia luminosa che emette un forte segnale. «Poiché molti incidenti sono dovuti proprio alle gomme, questo brevetto servirà, per lo meno, a contenere, in alcuni casi, la mortalità».
Il contributo di Romano Bousquet a fornire risposte, apparentemente semplici, ma estremamente utili nel settore dell'infortunistica, lo colloca nello sparuto manipolo degli inventori «sociali». Un'azione, la sua, non dissociata da un interesse specifico per la conoscenza della storia, anche quella cosiddetta «minore», o marginale rispetto ai grandi eventi, perché è quella più avvincente per i silenzi o i misteri, che in alcuni casi, l'avvolgono. Storia della scienza, in sintonia con la sua passione, tradottasi nella realizzazione di una serie di documentar su trentadue «casi» storicoscientifici rimasti, per mezzo secolo, in ombra. Come, ad esempio, la battaglia di Castellare, nell'entroterra ligure, ai tempi di Napoleone, che, invano, cercheremmo sui libri di storia.
Per Romano Bousquet, originario di Loano, è anche un «ritorno» alle origini, alla sua terra ligure, una riscoperta della storia, al di là della tradizione orale sovente adombrata da connotazioni al limite del leggendario. Ma, forse, è il mistero la grande molla per questo approccio critico al passato. Per fare luce, insomma, per scoprire, sul registro di una «sete» di conoscenza. Che è, anche l'alimento fondamentale di ogni inventore.
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