B Siluro
I Derivato dal "Maiale"
II Prototipo con nome specifico "Razza"
Per le sue caratteristiche, per la sua coda trascinante della boa di alimentazione che permette alimentazione notturna, sia in superficie che in immersione, con generazione tramite aria e corrente elettrica delle turbine da 220 + 2 a basso regime per immersione che permette una media di nodi 08 in superficie, nodi 28 35 in massimo regime.
Caratteristiche Tecniche
Prodotto in alluminio + vetroresina.
Dimensioni
Lunghezza 7 mt.
Peso 30 kg
4 Turbine +2+2
12 Batterie
2 Bombole di aria compressa emergenza
1 Generatore alimentato a benzina
1 Compressore aria
Profondità media 30 metri con aria da compressore tramite campana e cavo di sicurezza agganciato alla boa.
Si intende che si immerga sia in forma da equipaggio da sub con esperienza con brevetto B
Progettista e titolare del brevetto
Mark Romano Bousquet
PARACADUTE PER AEREO
Trattasi di un paracadute di forma speciale, adatto a rallentare la caduta di aerei in avaria per impedire un impatto violento con il suolo che può causare danni sia all’aereo che a cose e persone sia sull’aereo che a terra.Un'idea tutta da verifìcare: un paracadute per aeroplani, capace, in caso di avaria, di salvare il velivolo assieme ai passeggeri. Un esperimento del genere viene tentato oggi ad Albese in occasione della festa popolare per la Madonna del Rosario. L'idea si annuncia rivoluzionaria, ovviamente se potrà avere un seguito positivo. L'esperimento verrà tentato con la caduta libera o di un prototipo Isotta Fraschini da 30 chilogrammi o con un modello di Caproni ala singola, da 60 chili.
La scelta verrà fatta all'ultimo momento, in base alle condizioni del tempo. Per il sollevamento, opererà un elicottero.L'invenzione ha già ottenuto un brevetto intemazionale, ottenuto mezzo secolo fa dallo scomparso Riccardo Bousquet di Ventimiglia. Adesso il brevetto è detenuto dal figlio Romano (che abita a Lucino) assieme al "Centro sperimentale e ricerche Elettra 2" con sede a Balerna, nel Canton Ticino. Là si incontrano una quindicina di inventori e sperimentatori italo svizzeri, che affermano di essere i continuatori dell'attività scientifica della nave Elettra di Guglielmo Marconi.
Romano Bousquet, per inciso, si è fatto un nome come personaggio di spicco del nascente Museo del Baradello; ha brevettato il giubbotto che si trasforma in sacca a tracolla («Sì, quella che adesso è stata rilanciata da altri, imitando pari pari la mia idea».afferma l'interessato) il collare di salvataggio antiaffogamento ' (Si gonfia automaticamente per reazione chimica al contatto con l'acqua), ed altre invenzioni, quali la bara di sicurezza per i casi di morte apparente ed il sistema elettronico che preavvisa l'usura eccessiva dei pneumatici.
Romano Bousquet continua dunque idealmente la creatività del padre che per inciso aveva brevettato anche un sistema di evacuazione da sommergibili in caso di avaria.
Gli oneri organizzativi per l'esperimento odierno, comprese le spese per l'assicurazione, sono del poeta Mary Lori. "Credo in questa idea che può essere rivoluzionaria - dice - e capisco che un fondamento di verità c'è di sicuro. Un' esperimento segreto è stato tentato nel 1942, in piena fase di guerra, dal nostro esercito. I risultati sono tenuti segreti, segno che ppur se l'idea non ha trovato attuazione successiva, ugualmente conteneva un fondamento di verità. Quei momenti sono lontani. E' giusto riaprire i cassetti dei progetti - conclude - e divulgarli.
SACCO A PELO/GIUBBOTTO/BORSA
Trattasi di un giubbotto multifunzione che può, all’occorrenza, trasformarsi in una borsa oppure in un sacco a pelo. È stato ideato per casi d’emergenza, contiene un kit di sopravvivenza per 10 giorni, un kit di pronto soccorso, un’ascia ed un coltello, è galleggiante ed autogonfiabile per essere usato come giubbotto di salvataggio.
La salvezza in borsa - Romano Bousquet, 42 anni, ha brevettato a Chiasso una
borsa "trasformista" che potrebbe rivelarsi preziosa ili caso di calamità naturali, ma anche per escursioni in montagna
o crociere sportive. La borsa
può diventare un sacco a pelò,
rivelando all'interno anche ....salvagente autogonfiabile, una
cassetta di pronto soccorso,
provviste alimentari per sopravvivere dieci giorni, un
paio di scarponi, un coltello
multi-uso, una piccola radio
trasmittente e quanto altro
può servire a superare una situazione d'emergenza. La "borsa della salvezza" pesa
meno di 10 chili, e potrebbe
essere paracadutata in molti
esemplari nelle zone colpite da
terremoto o altre» sciagure: sarebbe utile ai sopravvissuti, ma
anche ai soccorritori.
BARA DI SICUREZZA
Trattasi di una bara con applicato un sistema elettronico di controllo che permette di accertare se il presunto cadavere si stato colpito da morte apparente (virus paralizzante al cuore). Viene tenuto sotto controllo qualsiasi movimento del corpo che, tramite il dispositivo elettronico invia un segnale radio al ricevitore e un segnale luminoso in loco.
C'è anche la bara di sicurezza tra le invenzioni «Made in Ticino» che si potranno ammirare, dal 28 novembre al 10 dicembre, alla seconda edizione di «Inventiva» che si terrà al centro commerciale Grancia, nel Pian Scairolo.
L'esposizione è organizzata dall'Associazione inventori della Svizzera italiana e accoglierà, per la prima volta, anche alcuni inventori e invenzioni provenienti dalla Romandia.
La bara di sicurezza è uua delle trenta e oltre invenzioni che'verranno presentate a «Inventiva 94». Realizzata da Romano Bousquet di Novazzano, possiede un sistema elettronico di controllo che segnala qualsiasi movimento del corpo, all'interno della bara, trasmettendo un segnale radio all'esterno. Bousquet, che di professione fa il rappresentante, è uno degli espositori più prolifici ad «Inventiva 94». Proporrà anche un motorino di emergenza a batteria, da istallare sulle automobili per sopperire a guasti del motore principale (autonomia di 20 chilometri, velocità massima di 40 all'ora), un disattivatore di missili, un segnalatore di gomma bucata, un paracadute per aereo, una maschera antigas a tre funzioni (oltre a quella principale si può trasformare in maschera ad ossigeno oppure maschera subacquea) e una collanina salvagente.
«Inventiva» è alla sua seconda edizione. La prima si svolse due anni fa e, rammenta Celso Mosca, presidente dell'Associazione inventori della Svizzera italiana, ottenne un successo superiore ad ogni più ottimistica aspettativa, pur essendo stata allestita un po' affrettatamente. Mosca, che è di Vacallo e di professione fa il programmatore di computer, si aggiudicò nel 1993 un premio con un volante antisonno e antifurto che riproporrà anche quest'anno. Si tratta di un volante per automobili con applicato un dispositivo che produce, appena il guidatore allenta la presa, un allarme sonoro o luminoso. Ma l'invenzione, secondo Mosca, può essere utilizzata anche come antifurto applicando un dispositivo che invia una scarica elettrica appena si tocca il volante.
Se la bara di sicurezza o il disattivatore di missili possono essere giudicate invenzioni certamente ingegnose, ma difficilmente trasformabili in realizzazioni pratiche, il volante anti-sonno ha già suscitato l'interesse di alcune case automobilistiche che ne stanno trattando l'acquisto con Mosca. Il quale è molto affezionato anche ad una sua seconda invenzione, la valigia anti-scippo pure presentata due anni fa ad «Inventiva» e che ottenne il premio del pubblico.
Il malcapitato che dovesse tentare di rubare la valigia anti-scippo riceverà una scarica elettrica attraverso la maniglia d'impugnatura e vedrà entrare in funzione una sirena parlante che urlerà a squarciagola un messaggio di allarme sollecitando l'intervento della polizia e un lampeggiatore. Nuova di zecca e «Inventiva 94», sarà invece per Celso Mosca la sua terza invenzione, un paio di forbici per materie sintetiche, con lame riscaldate tramite resistenze elettriche per facilitare il taglio di materiali sensibili al calore.
Gli inventori ticinesi presenti all' esposizione sono una dozzina. Oltre ai già citati Mosca e Bousquet, si tratta di Claudio Togni di Gordola, Gabriele Rollini di Versoio, Eros Laffranchi di Bellinzona, Armido Beretta di Acuarossa, Piero Di Giammarino di Balerna, Ernesto Fummicti Cadenazzo, Edvige Grippa di Albonago, Antonio Muraca di Pregassona, Pierino Cascioni di Brissago e Giuseppe De Gregorio di Ligornetto. E la loro fantasia e creatività non conosce confini: il balernitano Di Gianmarino ha per esempio inventato un lavaschiena automatico; Eros Laffranchi una culla automatica che entra in funzione appena il bambino comincia a piangere e un tagliacastagne a manovella; Edvige Grippa un guanto palmato da nuoto.
Gli inventori affiliati all'associazione ticinese sono tuttavia più numerosi rispetto agli espositori della rassegna. L'Associazione inventori della Svizzera italiana è nata due anni fa dopo un «Salone delle invenzioni» che vide la partecipazione a Ginevra di cinque o sei ticinesi. Da allora le adesioni si sono moltipllcate e oggi gli aderenti sono venticinque.
COLLANA SALVAGENTE
Si presenta come una piccola collana ad uso sorpresa, è invece un salvagente il cui uso è molto semplice. Indossandola si può fare il bagno con la massima sicurezza, in caso di emergenza si aziona la parte inferiore ed avviene la reazione chimica che produce 4 litri di gas che permettono alla collana di gonfiarsi e mantenere a galla la persona.
MICRO RIVELATORE DI RADIOATTIVITÀ DA POLSO
L’invenzione consiste in un contatore Geiger miniaturizzato che ha le dimensioni di un orologio da polso, oltre al contatore è incorporato anche un orologio digitale. Se la radioattività assume valori pericolosi, suona un cicalino d’allarme e il quadrante segnala l’intensità delle radiazioni.
MASCHERA ANTIGAS 3 FUNZIONI
L’invenzione consiste nell’usare una normale maschera antigas con l’aggiunta di funzioni supplementari. Si può usare come una normale maschera antigas, aggiungendo una bombola di 1 kg. di ossigeno si può usare in luoghi privi di ossigeno, girando una valvola si trasforma in maschera da sub, girando entrambe la valvole si trasforma in tenda ad ossigeno.
MOTORINO D’EMERGENZA
Trattasi di un motorino a batteria da montare sulle autovetture per permettere all’autista di raggiungere la area di servizio più vicina. Con una batteria supplementare ha un’autonomia di 20 km. circa ad una velocità di 40 kmh.
SEGNALATORE DI GOMMA BUCATA
L’invenzione consiste in un dispositivo da applicare anche ad autovetture già circolanti che permette, tramite dei sensori da applicarsi sulle quattro gomme, di stabilire se la pressione della gomma scende sotto il livello di sicurezza. In caso ciò avvenga, l’autista è avvertito da una segnalazione ottico - acustica.
SISTEMA DI BLOCCO MISSILI
L'invenzione serve per rendere inoperante il sistema missilistico terrestre.
Tramite la creazione di una fascia di ombra magnetica si impedisce il funzionameato controllato delle apparecchiature elettroniche dei missili che» anche se riescono a partire, funzionano in modo incontrollato.
Cervello per Auovetture
Stiamo lavorando alla sperimentazione di un nuovissimo brevetto nel settore automobilistico che darà una maggior sicurezza stradale tutelando ogni singolo automobilista. In sintesi trattasi di un limitatore di distanza tra veicoli in corso in grado di permettere un più sicuro controllo delle vetture specialmente in caso di nebbia e di ghiaccio sulla strada. In base alle nuove normative sulla sicurezza stradale verrà' infatti inserito un piccolo dispositivo elettronico inserito su ogni singola vettura che sarà collegato alla centrale di zona capace di trasmettere in tempo reale tutte le informazioni inerenti a banchi di nebbia in arrivo limitandone la velocità in base alle norme di sicurezza che saranno prestabilite periodicamente in base alle condizioni atmosferiche. Praticamente non sarà più l'automobilista a decidere la velocità, ma sarà il dispositivo a deciderla irrevocabilmente. Inoltre le persone ritenute a rischio d'incidente, i neopatentati e gli anziani saranno soggetti ad un limite massimo di guida permanente. Il dispositivo segnalerà anche le condizioni del manto stradale in caso di ghiaccio comunicandole al cervello di tutte le autovetture in arrivo imponendone la riduzione drastica della velocità al fine di ridurre la serie di gravi incidenti che ogni anno colpisce il nostro paese.
I resti dell'«Elettra» a Trieste
La prua della nave che fu di Marconi: un monumento al genio italiano
L'«Elettra», la nave-laboratorio di Guglielmo Marconi, colata a picco nelle acque di Zara l'8 gennaio 1944 perché colpita da un siluro inglese e fatta recuperare, nel 1962, dal maresciallo Tito e consegnata all'Italia, fa parlare ancora di sé. Quando il presidente della Jugoslavia decise di ripescare dalle acque della Morlacca il panfilo — dalla cui cabina il 26 marzo 1930 Marconi, nel porto di Genova, accese le luci nelle strade di Sidney, in Australia, a circa ventimila chilometri di distanza — le autorità italiane promisero di ricostruire l'«Elettra*» entro il 1974 per il centenario della nascita di Marconi, ma poi se ne dimenticarono.
Lo scafo restò ad arrugginirsi nel cantiere di San Rocco, a Muggia (Trieste), e venne quindi diviso in varie parti. Molti di questi cimeli vennero donati alla città di Trieste, altri — specialmente le apparecchiature di cui era dotata «Elettra» — furono trasferiti a Milano, al museo della scienza ; gli alberi del panfilo furono presi in consegna dai triestini, e uno di essi, l'albero maestro, è custodito in un locale del castello di San Giusto (e purtroppo non è in buone condizioni).
Ora si ha notizia che la prua del panfilo diverrà uno storico cimelio, un monumento all'ingegno italiano. La prua sarà issata su un piedistallo, davanti al comprensorio carsico di Padriciano, già centro profughi, ora «Area diricerca triestina», un consorzio di diritto pubblico costituito tra le università di Trieste e di Udine, il Cnr, gli enti locali e il Centro internaziona di fisica teorica di Miramare.
Sito degli inventori ticinesi
Anche gli Archimede di casa nostra hanno un sito web (http://web.ticino.com/aisi/).
L'AISI (Associazione inventori della Svizzera italiana e Regione insubrica) esiste dal 1992 ed ha per scopo la riunione degli inventori per favorire lo scambio di idee ed esperienze, la difesa degli interessi, l'assistenza tecnico-giuridica, la valorizzazione e divulgazione delle invenzioni dei soci.
L'idea di fondare l'associazione è nata a Ginevra al 20° Salone Internazionale delle invenzioni da un gruppo d'inventori ticinesi presenti al salone, in seguito alla constatazione che le associazioni esistenti non erano in grado di soddisfare tutte le esigenze degli inventori della Svizzera italiana.
In questi primi anni di attività l'AISI ha fatto parecchia strada: dai cinque fondatori si è visto quintuplicarsi il numero dei soci e ci sono continui contatti d'inventori interessati ad entrare nell'Associazione. . «un sito è nato nel 1995 - ci spiega Celso Mosca, presidente dell'AISI -. È completo di tutte le informazioni necessarie per avvicinarsi alla nostra Associazione. Se c'è qualcuno che ha qualche invenzione può rivolgersi a noi senza problemi. Possiamo dargli una mano con le carte e tutte le varie pratiche. Per un inventore, spesso, è complicato fare i primi passi». Sul sito, semplice nella grafica ma completo nelle informazioni, c'è una curiosissima rubrica di descrizione delle invenzioni. Eccone qualcuna.
Valigia antiscippo e antiaggressione
Si tratta di un dispositivo antifurto elettronico da appli-carsi a borse, valigie o oggetti simili. Tramite un dispositivo d'innesco, all'atto dello scippo inizia lo stato di preallarme che permette di annullare i falsi allarmi accidentali ed ha anche la funzione di lasciare allontanare lo scippatore per evitare, dopo l'entrata in funzione dall'allarme, che possa minacciare lo scippato per costringerlo a disinserire l'allarme. Trascorso il periodo di preallarme, entrano in funzione 3 dispositivi:
-nella maniglia viene applicata una scarica elettrica pulsante di circa lO'OOO V. opportunamente limitata in corrente (fastidiosa, ma non dannosa anche perché non attraversa il corpo ma è limitata alla sola pelle della mano), per costringere lo scippatore ad abbandonare la borsa;
- sirena parlante (potenza massima oltre 20 W) che con una frase opportuna, ripetuta per tutta la durata dell'allarme, avvisa che si tratta di oggetto rubato e prega i presenti di chiamare la polizia;
-uno o più lampeggiatori che permettono l'immediata individuazione dell'oggetto rubato.
L'allarme può essere disinserito solo da chi conosce la combinazione numerica di disinnesco. L'oggetto può anche
essere usato come antiaggressione da chi si trovi in situazione di pericolo, tramite l'attivazione volontaria del dispositivo d'innesco. È anche possibile usare l'antifurto applicato alle valigie di chi viaggia in treno da solo, e vuole dormire o allontanarsi dallo scompartimento senza timore di essere derubato dei bagagli.
Volante anti-sonno e anti-furto per automobili
Si tratta di un volante per autoveicoli con applicato un di-spositivo in grado di rilevare se le mani di chi guida impugnano il volante in modo appropriato, in caso che l'autista allenti la presa, è possibile azionare allarmi sonori o luminosi. Questo volante può anche essere usato come antifurto applicando, con le opportune precauzioni, delle scariche elettriche ad alta tensione che obbligano il ladro a desistere dal furto.
Televisione tridimensionale
Riprendendo le immagini televisive con due telecamere e trasmettendo alternativamente l'immagine ripresa dalla telecamera destra e da quella sinistra; nonché guardando lo schermo attraverso degli occhiali con lenti a cristalli liquidi che permettono alle lenti d'oscurarsi alternativamente, possiamo simulare molto bene la tridimensionalità e quindi la visione stereoscopica dell'immagine.
Guanto palmato da nuoto
Si tratta di un guanto palmato di stoffa impermeabile, si usa per aumentare la spinta delle mani nell'acqua. Si usa particolarmente per la ginnastica in acque profonde, per aumentare la sicurezza. Nello sport si usa per fortificare la muscolatura delle braccia.
Coprisella per moto e scooter
II coprisella estraibile è un dispositivo che consente di proteggere la sella dei motoveicoli durante la loro sosta, da pioggia, brina, sole, polvere e sporcizia in genere. Basta un semplice movimento rotatorio sia per attivarlo che per richiuderlo. Il dispositivo è stato concepito per essere integrato nella scocca dei; motoveicoli: Coprisella SC, oppure inserito direttamente nella sella: Coprisella SL.
Un motorino che potrebbe essere vantaggioso per veicoli leggeri, ad energie alternative o elettriche. Affascinante e curioso è certamente anche l'invenzione del paracadute per aeroplano. Sono partito dal presupposto, ci racconta Romano Bousquet, che in media in tutto il mondo cadono 45 aeroplani ogni giorno, n paracadute per aereo era nato con lo scopo di non salvare unicamente il pilota che si lancia con il proprio paracadute ma anche l'aereo. Il problema della realizzazione è finanziario. Infatti, essendo indicato per un aereo piccolo, per il trasporto di 3 o 4 persone bisogna aggiungere ancora la spesa di circa 50'000 franchi. In effetti, ancora una volta si evidenzia l'aspetto che trasformare un'idea in un prodotto economicamente interessante è tutt' altro che facile. Ne sa qualcosa anche Hans Rudolf Kaeser, da alcuni anni residente a Castagnola, che nel marzo del 1999 ha ricevuto dall'Ufficio federale della proprietà intellettuale, sezione brevetti, la certificazione per un sistema di guida per la sicurezza dei veicoli, da applicare principalmente in galleria. Il suo è un brevetto unico al mondo. Tutti noi sappiamo che all'interno di una galleria, in particolare in una con traffico nei due sensi, le vie di fuga sono limitatissime. "Ho sviluppato il Vehicle Securìty System (VSS), perché ho dovuto constatare a malincuore che nelle gallerie della Svizzera il numerò degli incidenti era in costante aumento". Lungo le strade i sistemi di protezione non mancano certamente ma in galleria la perdita del controllo del veicolo, se fortunatamente non invaderà subito la corsia opposta, avrà la ruota che toccherà o salirà sul marciapiede a destra, andando a colpire la parete della galleria. Il Vehicle Security System (VSS), precisa Kàser, non sostituisce i guardrail ma è un sistema di sicurezza supplementare particolarmente efficace anche nei tratti stradali pericolosi, lungo i viadotti o ancora nei parcheggi e negli autosili. Si tratta di tubi di protezione in ferro, lunghi due metri ciascuno, che vengono fissati al cordolo o al marciapiede mediante profili metallici per sostenere direttamente i rulli. In caso di impatto del veicolo lungo il marciapiede della galleria, i rulli iniziano a roteare guidando la vettura in movimento lungo il proprio asse, eliminando il grave pericolo di essere catapultati nella corsia opposta. La vettura si raddrizza e viene accompagnata lungo i rulli anche se il conducente non mantiene le mani sul volante. I tubi girevoli, che attutiscono l'urto e danneggiano minimamente la carrozzeria della vettura, sono fissati sopra la superfìcie stradale; circa a metà altezza di una ruota di un veicolo. Da quel mese di marzo di quattro anni fa il brevetto di Kaser ha continuato la sua evoluzione qualitativa, con importanti investimenti finanziari e di ricerca, per soddisfare le severe norme di sicurezza richieste. 3500 tubi di ferro e 28 auto sono stati utilizzati durante i numerosi collaudi prima di ricevere dal Politecnico federale di Zurigo (ETH) quel fondamentale pezzo di carta che finalmente permetterà all'ingegnoso inventore di trasformare il Vehicle Security System (VSS) in un interessante prodotto commerciabile.